martedì 23 luglio 2013

Grano Senatore Cappelli: La Storia

La cultivar di Frumento duro (Triticum durum) autunnale “Senatore Cappelli” è stata ottenuta dal genetista Nazareno Strampelli presso il Centro di Ricerca per la Cerealicoltura di Foggia mediante selezione genealogica dalla popolazione nord-africana Jenah Rhetifah, e rilasciata nel 1915.
Strampelli dedicò questa cultivar al marchese abruzzese Raffaele Cappelli, senatore del Regno d'Italia, che, negli ultimi anni dell'Ottocento, assieme al fratello Antonio, aveva avviato trasformazioni agrarie in Puglia e sostenuto lo Strampelli nella sua attività, mettendogli a disposizione campi sperimentali, laboratori ed altre risorse.
Il frumento Cappelli, nonostante fosse alto (circa 150-160 cm), tardivo e suscettibile alle ruggini ed all'allettamento, ebbe grande successo grazie alla sua larga adattabilità, alla sua rusticità ed alla eccellente qualità della sua semola. L'introduzione di questa cultivar determinò l'aumento delle rese medie da 0,9 t/ha del 1920, ottenute con le vecchie varietà locali, ossia ecotipi caratterizzati da elevata taglia, accentuata tardività, alto indice di accestimento totale, con i difetti che ne conseguono (suscettibilità all'allettamento ed allastretta), ad 1,2 t/ha alla fine degli anni '30. Nel trentennio dagli anni ’20 agli anni ’50, fino al 60% della superficie nazionale a grano duro era investita a Cappelli, che si diffuse in seguito anche in altri paesi del Mediterraneo.
Il Cappelli è ancora coltivato dopo quasi un secolo, in particolare nel meridione d'Italia (BasilicataPugliaSardegna), per la produzione di pasta di di qualità superiore e pane e pizza biologici, nicchia questa per la quale si va sviluppando un mercato interessante. Dagli inizi del secolo scorso fino agli anni '60 il Senatore Cappelli ha rappresentato la base del miglioramento genetico del frumento duro ed è infatti presente nel patrimonio genetico di quasi tutte le cultivar di grano duro oggi coltivate in Italia e di numerose altre a livello internazionale.
Le modeste densità di semina, la limitata fertilità del terreno ed il basso consumo di fertilizzanti contribuirono per lungo tempo ad alleviare il problema dell’allettamento associato all’elevata statura di questa cultivar. Dopo la II Guerra Mondiale, la possibilità di produrre concimi azotati a basso costo ha stimolato la costituzione di varietà in grado di valorizzare la somministrazione di quantità crescenti di azoto. Inoltre, l'accresciuta disponibilità degli erbicidi ha permesso di ovviare alla minore competitività delle piante basse nei confronti delle infestanti. Negli anni successivi (dal 1950 al 1960), il miglioramento genetico fu dunque orientato soprattutto alla riduzione della taglia ed all'aumento della precocità, con attenzione alle caratteristiche qualitative della granella.
Furono Capeiti 8 e Patrizio 6 a segnare l’inizio del declino del Cappelli, dopo decenni di dominio incontrastato. Queste due cultivar erano infatti più produttive, precoci (di 10-15 giorni rispetto al Cappelli) e resistenti all’allettamento, anche se con peggiori qualità molitoria e pastificatoria. In seguito, cultivar di taglia sempre più ridotta ottenute attraverso incroci interspecifici, uso della mutagenesi ed introgressione dei geni Rht sostituiranno definitivamente il Senatore Cappelli. Così, via via, si affermano l'Appulo, cultivar dei gruppi “Val” (Valgerardo, Valnova, Valselva, Valriccardo) e “Castel” (Castelporziano, Castelfusano, Casteldelmonte e Castelnuovo) e il mitico Creso, il Simeto, l'Iride, il Claudio ed altri.
L’Italia è autosufficiente in grano duro al 70%, dunque è probabile che almeno metà della pasta che consumiamo rechi tracce del DNA di quel frumento nord-africano che attraversò lo Stretto di Sicilia agli inizi del secolo scorso.



martedì 16 luglio 2013

Quinoa con ricetta

Quinoa

La quinoa (in spagnolo quínoa o quínua) (Chenopodium quinoa Willd.) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Chenopodiaceae, come gli spinaci o la barbabietola. Per il suo buon apporto proteico costituisce l'alimento base per le popolazioni andine. Gli Inca chiamano la quinoa «chisiya mama» che in quechua vuol dire «madre di tutti i semi».
Proprietà
La quinoa è un alimento particolarmente dotato di proprietà nutritive. Contiene fibre e minerali, come fosforo, magnesio, ferro e zinco. È anche un'ottima fonte di proteine vegetali complete di tutti gl aminoacidi essenziali, e particolarmente ricca in lisina. Contiene inoltre grassi in prevalenza insaturi. La quinoa, inoltre, è particolarmente adatta per i celiaci, in quanto è totalmente priva di glutine, adatta sia agli adulti sia ai bambini.
Varietà
Esistono oltre 200 varietà di quinoa. La varietà più utilizzata è la quínoa Real con un basso tenore di saponine. Altre varietà commercializzate sono: Bear, Cherry Vanilla, Cochabamba, dave 407, Gossi, Isluga, Kaslala, Kcoito, Linares, Rainbow, Red faro, Red head (che presenta una buona adattabilità ai climi piovosi), Temuco.



Polpette di Quinoa e Cavolfiore al profumo d'oriente

Ingredienti (per 8 persone) :
Procedimento:
In un pentolino mettete 1 bicchiere di quinoa e 2 bicchieri e 1/2 di acqua. Aggiungete 1 C di olio, la cannella, i chiodi di garofano e l'anice stellato. Cuocete per15 minuti circa finché l'acqua sarà ben assorbita.
Cuocete le verdure al vapore dopodiché schiacciatele con una forchetta e mettetele all'interno di una capiente ciotola. Aggiungete il sale, la scorza grattugiata del limone, il garam masala, la farina di mais e abbondante prezzemolo. Unite la quinoa cotta dopo aver tolto le spezie messe in cottura.
Formate le vostre polpette, passatele velocemente in poca farina di mais fioretto e cuocetele in padella con un filo di olio evo. 
Servite con abbondante verdura cruda.


venerdì 12 luglio 2013

I 5 benefici dell’olio di cocco

L'olio di cocco

Conoscete l’olio di cocco? Si ottiene dalla lavorazione della polpa essiccata della noce di cocco. Normalmente è alla base di molti prodotti di cosmesi, ma si può utilizzare anche in cucina la cottura di vari piatti, vista la sua resistenza alle alte temperature, nonché per condire insalate e per preparare dolci e torte. Quello che pero’ molte persone non sanno è che l’olio di cocco offre tanti benefici per l’organismo.
Negli ultimi anni l’attenzione verso questo alimento è salita molto per le sue straordinarie e molteplici proprietà:fa dimagrirepreviene alcune malattie, è altamente energetico e fa bene per i deficit celebrali causati da malattie come l’Alzheimer.

I 5 benefici dell’olio di cocco

1) E’ un grande fonte di energia per il cervello, e fa anche perdere grasso. Infatti esso contiene un particolare tipo di grassi, i trigliceridi a catena media, che il nostro organismo lavora in maniera diversa rispetto agli altri: non sono sottoposti a un processo digestivo vero e proprio per essere assimilati, ma vengono assorbiti direttamente dal fegato, che li trasforma in chetoni. I chetoni sono sostanze che vanno a svolgere una funzione positiva sul cervello, nutrendolo e proteggendolo. Non solo, i chetoni aiutano a perdere grasso e a dimagrire, per questo l’olio di cocco è molto indicato per chi è affetto da obesità.
2) Il suo contenuto di grassi saturi preserva la salute del cervello. L’olio di cocco può prevenire le malattie che colpiscono le funzioni cerebrali come il morbo di Alzheimer, di Parkinson, la sindrome di Huntington, la SLA e la sclerosi multipla e anche il diabete di tipo I e II. La Dott.ssa Mary Newport nel 2008 ha pubblicato uno studio a proposito, che attesta il successo nel trattamento di malattie degenerative del cervello con la somministrazione di olio di cocco. La Newport dichiara che le cellule celebrali usano come fonte di energia i chetoni derivati da questo alimento, al posto del glucosio quando è scarso o non è disponibile nell’organismo. Per cui l’olio di cocco gioca un ruolo cruciale in malattie che comportano un difetto nel trasporto di glucosio in neuroni o altre cellule cerebrali.
3) Previene il colesterolo alto e quindi anche le malattie cardiovascolari. Infatti, l’olio di cocco aumenta i livelli di colesterolo buono, riducendo anche quello cattivo.
4) E’ un antitumorale naturaleuna ricerca del 2006 pubblicata sulla rivista Food Chemistry, ha rilevato che il consumo regolare di olio vergine di cocco favorisce l’azione degli antiossidanti nell’organismo, grazie alla presenza di polifenoli , il che rende questo alimento in grado di prevenire efficacemente il cancro.
5) E’ anche un antivirale, capace di combattere e prevenire le infezioni batteriche, anche da funghi, per la presenza di acido laurico (contenuto normalmente solo nel latte materno). Potenzia il sistema immunitario, favorendo la guarigione naturale dell’organismo. Inoltre, come pubblicato da un recente articolo su The Journal Poughkeepsie, può prevenire l’HIV, elimina parassiti come la tenia, attenua il reflusso gastro esofageo, regola l’intestino e previene le emorroidi. E’ infine un buon rimedio naturale per il mal di orecchie e protegge il fegato.


lunedì 8 luglio 2013

Gelato fatto in casa senza gelatiera

Gelato fatto in casa: come fare, istruzioni per l’uso
Esistono due modi per preparare il gelato fatto in casa: con la gelatiera e senza gelatiera. La differenza sostanziale tra i due metodi consiste sicuramente nella fatica e nel tempo di preparazione; logicamente con l’utilizzo della gelatiera, sia la fatica che il tempo risultano inferiori. Infatti, se non abbiamo una gelatiera, dobbiamo obbligatoriamente ricorrere all’uso del freezer e dello sbattitore elettrico/frullatore per mescolare il tutto fino ad ottenere una consistenza omogenea. Infatti la gelatiera è in grado di raffreddare e mescolare il gelato in modo autonomo.
Ricette per fare il Gelato senza gelatiera
Prendiamo ora in esame il metodo senza gelatiera e vediamo di capire come riuscire a preparare un ottimo gelato fatto in casa senza dover affrontare la spesa per l’acquisto di un eventuale gelatiera.

Ricetta 1
Ingredienti ( per 4 persone ): 300 grammi di fragole mature (questo è un esempio fatto con le fragole, potete sostituirle con qualsiasi altro tipo di frutta), 2 uova, un etto e mezzo di zucchero, un quarto di litro di latte, un quarto di litro di panna, il succo di un limone, ed una “dose” di vaniglia ( normalmente in bustina).
Le fragole devono essere ben pulite ed asciutte, dopodiché prendete un frullatore e frullatele per bene.
Fatto questo prendete tutti gli altri ingredienti di cui sopra, ad eccezione del succo di limone, e frullateli insieme al composto precedentemente ottenuto dalle fragole.
Al termine di questa operazione versate il tutto in un tegame e fate scaldare il composto, mescolando bene ed evitando di portarlo ad ebollizione; quando il composto è ben amalgamato e denso, spegnete e fate raffreddare, quindi aggiungete il succo di limone e date un ultima mescolata. Ora non vi resta che versare il futuro gelato in un contenitore di metallo ( acciaio, alluminio o rame) e riporlo nel congelatore. A questo punto attendete che il gelato cominci a solidificarsi e, solo allora, dovrete estrarlo dal congelatore e mescolarlo con un cucchiaio in legno fino ad eliminare eventuali grumi dovuti alla formazione di cristalli di ghiaccio. Questa operazione va ripetuta più volte ad intervalli di mezz’ora circa, fino a che il gelato avrà raggiunto la consistenza desiderata. Il tempo medio per la preparazione del gelato è di circa tre ore ed una volta pronto il gelato va conservato nel congelatore.

Ricetta 2
Ingredienti:
-5 uova
-250 grammi di zucchero
-500 grammi di panna liquida (tipo Monta Lieve oppure Hoplà)
Per quanto riguarda il  gusto si possono usare il caffé, gli amaretti ( avendo cura di ridurli perfettamente in polvere), la frutta frullata, il cioccolato a pezzetti, il cacao amaro, e tutto ciò che più si gradisce. Lo si può anche preparare senza aggiungere nessun altro ingrediente oltre a quelli riportati sopra e ne viene fuori una specie di fior di latte.
Preparazione:
Usate tre recipienti, uno di questi abbastanza grande perchè dovrà contenere poi il prodotto finale.
-Separate i tuorli dagli albumi.
-Montate gli albumi a neve soda.
-Unite ai tuorli lo zucchero e montate a spuma, aggiungendo qualche cucchiaio di latte quando lo zucchero sarà ben sciolto e montate la panna che dovrà essere fredda. Se si desidera un gusto diverso dal fior di latte, unire, a seconda delle proprie preferenze, il caffé, o il cacao, o gli amaretti ridotti in polvere, o la frutta frullata, aggiungendo il latte qualora l’impasto risultasse troppo duro.
-Prima della preparazione la panna va tenuta per circa 30 minuti nel congelatore, dopodichè, una volta fredda, va montata.
-Aggiungete ora gli albumi ai tuorli e, con lo sbattitore, amalgamateli per bene.
-A questo punto versate il tutto nella panna avendo cura di amalgamare per bene, aiutandovi con un cucchiaio sui  bordi del recipiente.

Il gioco è fatto, versate il composto in una vaschetta capace e mettete in congelatore per circa 6 ore.
Il gelato fatto in casa è pronto.
Lo si può preparare con dello sciroppo alla menta, all’amarena e ai gusti che più si gradisce. In questo caso dopo aver preparato il composto come già esposto sopra, versate nella vaschetta il prodotto e uno strato di sciroppo, ancora il prodotto e un altro strato di sciroppo così fino al riempimento della vaschetta. Con questo gelato si possono riempire dei coni o farcire dei biscotti. Nel caso si desiderasse preparare il gelato con uvetta sultanina, è necessario tenerla in ammollo in acqua tiepida per un’ora circa, avendo cura poi di strizzarla bene per eliminare l’acqua in eccesso.
In definitiva, basta avere un po’ di fantasia per preparare un  gelato fatto in casa che, per originalità e gusto, non avrà paragoni!

sabato 6 luglio 2013

Miele di Girasole

Il girasole (Helianthus annuus, famiglia delle composite) è originario del Perù. L’importanza della coltivazione di girasole come pianta oleaginosa varia di anno in anno in funzione delle superfici destinate alla coltivazione. La produzione di miele avviene soprattutto nel centro Italia. Non tutte le varietà di girasole sono ugualmente nettarifere, per diversi anni dalla fine degli anni ’90 a buona parte degli anni 2000 si è assistito a un calo della produzione, dovuto probabilmente alla scelta di varietà poco nettarifere,  e accentuato da una serie di annate secche. Negli ultimi anni si è manifestata una ripresa. Alcuni pesticidi usati per trattare il girasole si sono rivelati nocivi per le api, scoraggiando in alcuni casi gli apicoltori dal portare gli alveari su questa fioritura. Fiorisce a luglio-agosto.colore: giallo vivo.cristallizzazione: variabile ma sempre rapida.
alcune parole o espressioni usate per descrivere l’odore: leggero, di paglia, di cera, di polline, di fieno appena tagliato, di foglia di pomodoro, di conserva di pomodoro, di ananas, di frutto della passione.alcune parole o espressioni usate per descrivere il sapore: simile all'odore, leggermente erbaceo, con una sensazione "rinfrescante", simile allo zucchero fondente, nei mieli a cristallizzazione più fine, fruttato, di albicocche mature, con retrogusto di anice stellato.usi: come miele da tavola, ma molto utilizzato anche in pasticceria e dall'industria alimentare. variazioni sul temaIl miele di girasole può essere “contaminato” da un raccolto immediatamente precedente di castagno (assumendo allora un colore di tonalità più scura e una nota amara), o da raccolti concomitanti di melata di metcalfa (tonalità più scura e nota maltata o di conserva), di eucalipto (nota “animale” all’olfatto e al gusto) o trifoglio (cristallizzazione fine  e colore più chiaro tendente al beige, sapore solo leggermente fruttato).



Bacche di Goji

Bacche di Goji: frutti della vita e della longevita'

Iniziano da un po' di tempo a circolare anche in Italia (in erboristerie e negozi specializzati) le bacche di goji che in Tibet vengono definite i frutti della vita e della longevità per via dei preziosi nutrienti di cui sono composte. Probabilmente si tratta dei frutti più nutrienti in assoluto, dove per nutriente si intende un alimento ricco di sostanze benefiche per il nostro organismo.

monaci tibetani ne fanno largo uso ma anche la medicina cinese si serve di queste bacche per curare diversi disturbi, non a caso nelle regioni asiatiche questo piccolo frutto rosso si è guadagnato il soprannome di red diamond!
La preziosa bacca di Goji, il cui nome botanico è Lycium barbarum, sorge spontaneamente in Tibet, Mongolia, Himalaya e in alcune regioni della Cina, e assomiglia un po’ ad un pomodorino anche se il sapore è più simile a quello delle fragole e dei frutti di bosco. E’ ricchissima di antiossidanti (nello specifico carotenoidi, flavonoidi e acido linoleico), sostanze in grado di contrastare l’effetto dei radicali liberi. Non a caso l’utilizzo di queste bacche viene consigliato a tutte le persone che vogliono prevenire l’invecchiamento precoce e mantenere giovane ed elastica la propria pelle. Ma non solo…

Un effetto molto importante riscontrato in chi assume bacche di Goji è il 
rafforzamento del sistema immunitario che, grazie ai tanti principi presenti in questi frutti, viene stimolato a lavorare di più e nel modo corretto. Oltre agli antiossidanti, queste bacche sono ricchissime di aminoacidi (ne contengono 18 di cui 8 essenziali), vitamine del gruppo B ed E e sali minerali, tra cui Magnesio, Potassio, Silicio e Germanio (rarissimo da trovare in altri alimenti naturali).

Ulteriori vantaggi offerti da queste bacche portentose sono il fatto di essere 
poco caloriche (solo 48 cal. per 100 grammi) e di avere un basso tasso glicemico. Mangiare un po’ di questi frutti fa provare la giusta sensazione di sazietà, allontanando così la tentazione di spizzicare altro.

Riassumendo, le bacche di Goji:

• 
Stimolano il sistema immunitario
• 
Ritardano l’ossidazione cellulare e l’invecchiamento cutaneo
• Hanno 
proprietà antinfiammatorie
• 
Sono capaci di stimolare il metabolismo con conseguente perdita di grasso corporeo
• 
Forniscono grande energia
• 
Regolano le funzioni intestinali
• 
Migliorano la qualità del sonno e la memoria
• Hanno 
effetti benefici per la vista
• 
Proteggono la pelle dai raggi UV
• 
Regolarizzano colesterolo e zucchero nel sangue
• Possono essere utilizzate
 in gravidanza per prevenire le nausee
• Si utilizzano per il 
trattamento dell’infertilità
• … e sono pure considerate 
afrodisiache!!!!!
Dove trovare le bacche di Goji? Beh la cosa si fa difficile… provate a cercarle nelle erboristerie ben fornite o nei negozi di alimenti orientali. In Italia, piuttosto che il frutto fresco, è più facile trovare il succo di bacche o le bacche essiccate, soluzioni che mantengono comunque tutti i benefici sopraelencati.



lunedì 1 luglio 2013

Dieta Arcobaleno!

La dieta arcobaleno per il buonumore


Tutti conosciamo la cioccolata e i suoi benefici sull’umore, ma… non esiste solo il piacere di addentare la dolce tavoletta. In realtà, la regola fondamentale per stare bene è una dieta equilibrata nel suo complesso, che fornisca al cervello tutte quelle sostanze (vitamine, minerali e zuccheri) capaci di mantenere efficienti le cellule nervose. In estate il segreto della salute è la “tavola arcobaleno”. Se ogni giorno mettiamo nel piatto alimenti di tutti i colori ci assicuriamo una dieta equilibrata e salutare. Studi clinici hanno evidenziato che i pazienti nutriti per un certo periodo solo di cibi bianchi (cereali raffinati, latticini, albume di uova sode, zucchero, sale, ecc.) contraevano disturbi gastrointestinali nonostante un apporto di nutrienti apparentemente corretto.  Furono sufficienti tre giorni di alimentazione “colorata” senza uso di farmaci per riequilibrare la condizione ed eliminare lo stato d’ansia e nervosismo che si era creato.
Colazione, pranzo o cena: scegli il momento giusto
Per approfittare pienamente del potere benefico dei cibi colorati, è molto utile ripartirne la somministrazione in diversi momenti della giornata.
- Al mattino, per partire con un pieno di energia, è bene ricorrere a cibi e bevande di colore rosso, arancione e giallo: spremute di agrumi, lamponi, mele, meloni, albicocche, pesche.
- A pranzo, sono indicate le insalate e le verdure di colore verde, con ampie pennellate di giallo. Perfetto anche un minestrone dai vivaci colori.
- I colori riposanti, cioè blu, violetto e indaco, sono  riservati alla sera e consigliabili soprattutto agli ipertesi e a chi fa fatica a prendere le distanze dai ritmi della giornata. Ceniamo dunque con radicchio, cavolo rosso-violaceo, susine, uva “nera”, melanzane, barbabietole, fichi, datteri e frutta di bosco.
Cibi rossi: largo a fragole, ciliegie e anguria gli antiossidanti energetici
I vegetali di colore rosso brillante hanno effetto stimolante.  Con i cibi di questo colore (pomodori, fragole, ciliegie, anguria) facciamo il pieno di giovinezza: contengono sostanze  antiossidanti e licopene, un carotene che aiuta a prevenire i tumori gastrointestinali. La tonalità rosso-violaceo in frutti e bacche è dovuta al tormentale e migliora le difese immunitarie. 
L’effetto sull’umore - Ricchi di “fuoco”, gli alimenti rossi sono una carica di energia potente per tutto l’organismo. Assumetene in abbondanza se vi sentite stanchi, affaticati, apatici e privi di forze. Ottimi stimolanti, riattivano il metabolismo e così aiutano a perdere  qualche chilo in vista della partenza per le vacanze estive. Unica avvertenza:  non abusatene se siete ipertesi o collerici.
Cibi gialli: con pesche e carote via lo stress
Gli alimenti giallo-arancio (limoni, pompelmi, arance, peperoni,  carote, albicocche, pesche) rafforzano le difese immunitarie. Il betacarotene, poi,  protegge le cellule dall’invecchiamento. Da tempo si sa che gli ortaggi di colore giallo arancio hanno un effetto tonificante sull’umore. In più, sono ricchi di betacarotene, che svolge un’azione protettiva contro i radicali liberi.
L’effetto sull’umore - I cibi giallo-arancioni hanno un valido effetto antistress. Consumateli spesso nei periodi di forte tensione e di super lavoro.
Cibi blu: i frutti di bosco gran rilassanti
Il blu della mirtillina, presente soprattutto nei frutti di bosco, migliora la trasmissione degli impulsi nervosi.Il viola di rutina e quercetina, presente in numerosi frutti e ortaggi, ha effetto vitalizzante, favorisce l’ossigenazione dei tessuti e svolge un’azione protettiva nei confronti dei capillari.
L’effetto sull’umore - Il blu è rilassante e aiuta a ripristinare l’equilibrio psicofisico ottimale.  Scegliete cibi di questa  tonalità se avete bisogno di ritrovare la calma o se soffrite di insonnia.
Cibi verdi: lattuga, porri e insalate danno scacco all’ansia
Il colore degli ortaggi verdi è dato dalla clorofilla, che è ricca di magnesio e aiuta a regolarizzare il metabolismo dei grassi  e degli zuccheri. Gli alimenti  più chiari tendenti al bianco (aglio, porri, cipolle) sono ricchi di solfuro di allile, una sostanza che abbassa la pressione e il colesterolo.
L’effetto sull’umore - Il verde è un colore equilibrante, e per questa sua caratteristica non dovrebbe mancare in nessun pasto. è consigliato in particolare alle persone ansiose, quando lo stress dà origine a mal di testa o gastrite.