lunedì 24 giugno 2013

Fazzoletti con il Tetrapak!


Dal tetrapak fazzoletti e...



Dalle confezioni in Tetrapak usate ai fazzoletti di carta, o alla carta igienica, il passo può sembrare azzardato. Ma così ora non è, gli investimenti di una multinazionale hanno infatti permesso di trovare una procedura perriutilizzare ogni componente del celebre involucro per alimenti.
Lucart Group, principale produttore europeo di carte sottili per imballaggi flessibili, ha avviato un progetto da 10 milioni di euro per ottimizzare il riciclo di tutte le componenti del Tetrapak di cui nelle nostre case frettolosamente ci disfiamo.
Nei due stabilimenti Lucart – uno in Francia, l’altro in Italia, a Lucca – tutto comincia dalla separazione dei materiali: ogni contenitore viene scomposto nella porzione cellulosica (il 75% del suo peso), e in quella di alluminio/plastica.
L’operazione si realizza tramite un’azione fisico-meccanica, appositamente brevettata, che non prevede l’utilizzo di sostanze chimiche pericolose per l’ambiente.

Le due parti separate vengono conferite in due contenitori diversi: la cellulosa viene asciugata, nuovamente lavorata, diventa quindi una bobina che sottoposta ad altre lavorazioni diventa carta con diverse grammature, differenti strati di veli e lavorazioni. Un’ottima carta da cucina assorbente, i cui  scarti di lavorazione tornano invece utili per la produzione di penne, righelli, pennarelli e altri oggetti di cartoleria.
La parte rimanente del materiale originario, l’alluminio e il polietilene, finisce invece nella mescola che ricopre i pali per gli ormeggi di Venezia.

Un riciclo al 100%, davvero intelligente, il cui ostacolo è rappresentato dall’equivoco sulla raccolta del Tetrapak: in alcune città e regioni finisce nel contenitore della carta, in altre viene destinato al sacchetto della plastica. Manca univocità nei criteri di raccolta, e così molti cartoni finiscono in discarica o nei termovalorizzatori: così si “bruciano” tonnellate di materiale prezioso, che invece si potrebbe riutilizzare.
Forse, a questo punto, la soluzione potrebbe essere quella di promuovere una raccolta differenziata del Tetrapak.

2 commenti:

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  2. Il problema sollevato esiste e dipende dal fatto che in Italia ogni comune può decidere le modalità di raccolta e questo non agevola l'uniformità. Pensate ad esempio al colore dei cassonetti che varia a seconda delle località. Nonostante questo, Tetra Pak è instancabilmente impegnata da anni a diffondere la raccolta differenziata e sviluppare il riciclo dei cartoni per bevande interfacciandosi con le singole realtà locali; nel 2012 sono state avviate a riciclo in Italia oltre 21.400 tonnellate di cartoni per bevande che equivalgono a circa un miliardo e 200 milioni di confezioni mentre i comuni che hanno attivato questa raccolta informando i cittadini con specifiche campagne di comunicazione sono oltre 4.200 (pari al 52% dei comuni italiani) che rappresentano 36 milioni di italiani. Per verificare se nel suo Comune è attiva la raccolta dei cartoni per bevande e con quali modalitá, suggeriamo di visitare il www.tiriciclo.it

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