Dal tetrapak fazzoletti e...
Dalle
confezioni in Tetrapak usate
ai fazzoletti
di carta,
o alla carta
igienica,
il passo può sembrare azzardato. Ma così ora non è, gli
investimenti di una multinazionale hanno infatti permesso di trovare
una procedura perriutilizzare ogni
componente del celebre involucro per alimenti.
Lucart
Group,
principale produttore europeo di carte sottili per imballaggi
flessibili, ha avviato un progetto da 10 milioni di euro per
ottimizzare il riciclo di tutte le componenti del Tetrapak di cui
nelle nostre case frettolosamente ci disfiamo.
Nei
due stabilimenti Lucart – uno in Francia, l’altro in Italia, a
Lucca – tutto
comincia dalla separazione dei materiali:
ogni contenitore viene scomposto nella porzione cellulosica (il 75%
del suo peso), e in quella di alluminio/plastica.
L’operazione
si realizza tramite un’azione
fisico-meccanica,
appositamente brevettata, che non prevede l’utilizzo di sostanze
chimiche pericolose per l’ambiente.
Le
due parti separate vengono conferite in due contenitori diversi:
la cellulosa viene
asciugata, nuovamente lavorata, diventa quindi una bobina che
sottoposta ad altre lavorazioni diventa
carta con
diverse grammature, differenti strati di veli e lavorazioni.
Un’ottima carta da cucina assorbente, i cui scarti di
lavorazione tornano invece utili per la produzione di penne,
righelli, pennarelli e
altri oggetti di cartoleria.
La
parte rimanente del materiale originario, l’alluminio e il
polietilene, finisce invece nella mescola che ricopre i pali per gli
ormeggi di Venezia.
Un
riciclo al 100%, davvero intelligente, il cui ostacolo è
rappresentato dall’equivoco sulla
raccolta del Tetrapak: in alcune città e regioni finisce nel
contenitore della carta, in altre viene destinato al sacchetto della
plastica. Manca
univocità nei criteri di raccolta,
e così molti cartoni finiscono in discarica o nei
termovalorizzatori: così si “bruciano” tonnellate di materiale
prezioso, che invece si potrebbe riutilizzare.
Forse,
a questo punto, la soluzione potrebbe essere quella di promuovere
una raccolta
differenziata del Tetrapak.
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RispondiEliminaIl problema sollevato esiste e dipende dal fatto che in Italia ogni comune può decidere le modalità di raccolta e questo non agevola l'uniformità. Pensate ad esempio al colore dei cassonetti che varia a seconda delle località. Nonostante questo, Tetra Pak è instancabilmente impegnata da anni a diffondere la raccolta differenziata e sviluppare il riciclo dei cartoni per bevande interfacciandosi con le singole realtà locali; nel 2012 sono state avviate a riciclo in Italia oltre 21.400 tonnellate di cartoni per bevande che equivalgono a circa un miliardo e 200 milioni di confezioni mentre i comuni che hanno attivato questa raccolta informando i cittadini con specifiche campagne di comunicazione sono oltre 4.200 (pari al 52% dei comuni italiani) che rappresentano 36 milioni di italiani. Per verificare se nel suo Comune è attiva la raccolta dei cartoni per bevande e con quali modalitá, suggeriamo di visitare il www.tiriciclo.it
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